Ammutinamenti
Cantieri propone da anni, attraverso il festival Ammutinamenti, un’operazione culturale molto particolare: “costringere” la danza a misurarsi con spazi urbani e situazioni inedite, adattandosi a essi e modificandosi in base ai limiti e ai vincoli architettonici.
La Danza Urbana viene così interpretata in modo innovativo e fondamentale e ciò anche allo scopo di spingere la danza stessa a riflettere sul proprio modo di essere e di esprimersi, ma soprattutto a ripensarsi e a ripensare la propria relazione con il pubblico e il territorio.
A partire da queste premesse poetiche - che fanno di Ammutinamenti non solo un insieme di eventi, ma anche l’occasione per una ricerca sul campo continua, nel senso di una riflessione aperta e costante sul più generale “sistema-danza” - l’amministrazione comunale e altri partner pubblici e privati hanno scelto di investire energie e risorse per sostenere e promuovere il festival fin da quando venne presentato per la prima volta nel 1999.
In questi anni molti luoghi pubblici di Ravenna (come gli uffici postali, i supermercati, la stazione ferroviaria, gli autobus, ma anche le piazze, le strade, ecc.) si sono trasformati per qualche minuto in veri e propri palcoscenici, luoghi di socialità e cultura, occasioni di aggregazione e incontro. Non solo, grazie al festival sono state anche acquisite competenze preziose, sono state intessute relazioni con artisti e operatori (nazionali ed esteri), si è formato un pubblico ampio ed eterogeneo.
Il festival prevede due linee programmatiche intrecciate che si caratterizzano per la differente modalità di fruizione: da un lato la Danza Urbana, in spazi urbani e in orario diurno, dall’altra la Danza d’Autore, nei teatri della città in orario serale.
La Danza Urbana è rappresentata dalla sezione Incursioni Estreme. Si tratta di performance in luoghi-simbolo (le piazze storiche, il mercato, le scuole, l’autobus di linea, l’ufficio anagrafe…), nei quali il pubblico viene “colpito” senza che possa sottrarvisi, sorpreso nella propria quotidianità attraverso una visione che invita alla riflessione sulla creatività e sull’espressività artistica come modalità alternativa di vivere e comunicare la diversità, il disagio, l’identità.
I percorsi fotografici nell'ordine:
1 International Dance Raids: Creazione e interpretazione: Rute Balbìs. Compagnia Pisando Ovos (ES)
2 Rachel Krische (UK): The Swimmer. Coreografie Deborah Hay (USA)
3 Andrea Buckley (UK) The Diver, coreografie Deborah Hay (USA), Adattamento coreografico Andrea Buckley, suono Andrew Deakin
4 Skalen (FR) Fragments#2, Danza: Ines Hernandez e Michèle Ricozzi, Musica: Jean Marc Montera






















































































































